ROBERTO BURIONI VS LE IENE – SEQUESTRATI DUE SERVIZI DELLA TRASMISSIONE


14 Jan
14Jan

La Procura di Milano ha disposto il sequestro preventivo di due servizi della trasmissione Le Iene riguardanti l'attività del medico Roberto Burioni, virologo e docente dell’università Vita-Salute del San Raffaele di Milano. 

È stato lo stesso Burioni a dare la notizia attraverso un post sulla sua pagina “Medical Facts”:

“SEQUESTRATI DAL TRIBUNALE SU RICHIESTA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MILANO I SERVIZI DELLE IENE CHE MI DIFFAMAVANO. Nel giugno scorso la trasmissione "le Iene" hanno trasmesso due servizi tanto falsi quanto diffamatori nei miei confronti. Mi accusavano - mentendo - del comportamento più grave per un medico e per uno scienziato: farsi guidare dal proprio interesse e non dal bene pubblico e dei pazienti nelle proprie dichiarazioni. 

Per motivi a me incomprensibili, hanno tentato di demolire la mia immagine pubblica facendomi passare per un disonesto volto a perseguire solo il suo personale profitto con affermazioni tanto false quanto diffamanti nei miei confronti. 

Non potete immaginare quanto questo mi abbia ferito visto che io ho sempre fatto del mio meglio (anche in quei mesi terribili) per informare il pubblico nel modo più obiettivo e corretto. 

Sono stati momenti per me molto dolorosi, perché vivevo non solo l'infamia della diffamazione e la distruzione della mia credibilità personale, ma anche i danni che una disinformazione strumentale e gravissima avrebbe prodotto nell'opinione pubblica sui temi da me trattati in un momento in cui la credibilità della scienza era (ed è) fondamentale. 

Le Iene hanno raccontato su di me grottesche bugie su miei inesistenti interessi nel campo di anticorpi monoclonali anti-COVID-19, generando nei miei confronti un clima di intenso odio pubblico. Il loro metodo è stato quello di diffamarmi prima, senza neanche ascoltare la mia versione; e poi insistere pubblicamente pretendendo un confronto (a diffamazione avvenuta), e accusandomi velatamente di essere un vigliacco e di fuggire da loro. Io ho sempre risposto che un confronto l'avremmo avuto, ma davanti a un giudice. 

Quel confronto è incominciato, e il giudice ha disposto il sequestro nei servizi che mi riguardavano delle due puntate di quel programma nelle quali venivo diffamato”. 

Immediata è stata la risposta de Le Iene, che ha pubblicato sul proprio sito:

Il 28 dicembre il Tribunale di Milano ha emesso un Decreto di Sequestro Preventivo per oscurare dal sito “iene.it” alcuni servizi a firma di Alessandro Politi. Nel Decreto si dice che “Le iene” hanno veicolato "il falso messaggio per cui le opinioni scientifiche di Burioni in tema Covid19 fossero orientate da interessi economici occulti”. 

“Nei lunghi mesi della pandemia il Professore ha partecipato con regolarità e in qualità di esperto alla trasmissione Rai "Che tempo che fa". 

Queste alcune delle sue affermazioni: “avremo gli anticopri monoclonali da somministrare, quindi una speranza nuova che si apre”; e, a proposito del plasma iperimmune come cura per il Covid: “questi plasmi non sono un farmaco ideale, sono difficili e costosissimi da preparare”, “bisogna sincerarsi che il plasma non trasmetta altre malattie infettive, tutto quello che viene dal sangue è rischioso”, “il plasma delle persone guarite è disponibile in piccole quantità, non è che possiamo svenare i guariti”. 

“Tutti sanno che Burioni è Ordinario di Virologia presso l'Università Vita e Salute del San Raffaele, qualifica con cui si è sempre presentato in televisione. Pochi sanno che è anche consulente della casa farmaceutica Pomona (e Fides Pharma), che produce e/o commercializza prodotti biotecnologici e/o farmaceutici (come risulta dal loro oggetto sociale), tra cui diversi brevetti di anticorpi monoclonali”. 

“Nei servizi oscurati ci chiedevamo se a parlare in Rai di anticorpi monoclonali come una nuova speranza fosse il Professore Ordinario super partes, oppure il consulente della casa farmaceutica Pomona. Nel secondo caso ci sarebbe stato un possibile conflitto di interessi. Non stiamo certo parlando di un reato, ma di un fatto deontologicamente sconveniente. Nei convegni medici ogni relazione è preceduta da una presentazione di chi parla, perché sia possibile mettere nella corretta prospettiva ciò che viene detto. In fondo, il medium non è il messaggio?” 

“La domanda ci ha portato a voler appurare la natura del rapporto tra il Professor Burioni e la Pomona srl. L’impresa è di proprietà di Gualtiero Cochis. Cochis possiede svariate aziende che si occupano delle cose più disparate: imballaggi, lavorazione del cartone, autofficine, holding finanziarie, edilizia, editoria”. 

“Abbiamo chiesto a Burioni che tipo di rapporto lo legasse a Pomona (e a Fides Pharma), ma il Professore non ha risposto. Dopo la messa in onda dei servizi, lo abbiamo ripetutamente invitato a una replica nel nostro programma, nonostante il provvedimento del Giudice parli di “una tecnica finalizzata a svilire un soggetto non presente, si badi bene, nel programma e quindi privo della possibilità di replicare”. 

“Dato che non siamo riusciti a raggiungere Burioni che si è negato e continua a negarsi ad un confronto, abbiamo cercato Cochis, proponendogli dei progetti per Pomona. Cochis ci ha fatto rispondere che avremmo dovuto parlare con il Professor Burioni”. 

“Questi erano i contenuti principali dei servizi che siamo stati obbligati a rimuovere e che, nel rispetto giuridico del provvedimento emesso, non sono più visibili sul nostro sito. Ci siamo genuinamente stupiti di un provvedimento così invasivo, che si limita a recepire acriticamente la versione di Burioni senza approfondire le nostre argomentazioni, e che per questo ci appare come una sanzione censoria”


Il sequestro preventivo è una misura cautelare reale diretta ad impedire che la libera disponibilità di una cosa pertinente ad un reato possa aggravare o protrarre le sue conseguenze oppure agevolare la commissione di ulteriori reati. 

L’art. 321 c.p.p. stabilisce che “Quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice competente a pronunciarsi nel merito ne dispone il sequestro con decreto motivato. Prima dell’esercizio dell’azione penale provvede il giudice per le indagini preliminari”. 

Affinché possa essere disposto è necessario accertare la sussistenza di elementi idonei a far ritenere concretamente configurabile la fattispecie di reato che è stata ipotizzata. 

Il sequestro preventivo è disposto su beni specifici e, per quanto concerne il web, l’oggetto del sequestro attiene al contenuto digitale, e si effettua attraverso l’oscuramento della pagina stessa, proprio con il fine di impedirne e limitarne la circolazione in rete.

15Sep
15Sep
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