PIETRO GENOVESE, CONDANNATO A 8 ANNI DI RECLUSIONE PER DUPLICE OMICIDIO STRADALE. LA PROCURA AVEVA CHIESTO 5 ANNI.


19 Dec
19Dec

Con lo sconto di un terzo della pena, per aver scelto il rito abbreviato, il figlio del noto regista è stato condannato a 8 anni di reclusione per il duplice omicidio stradale di Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, appena sedicenni, avvenuto nella notte del 22 dicembre 2019 lungo il corso Francia a Roma. Le due ragazze, mentre stavano attraversando la strada, venivano investite dal Suv guidato da Genovese, di appena 21 anni e neo-patentato. 

I loro corpi venivano scaraventati a metri di distanza a causa del fortissimo impatto. Pietro Genovese era risultato positivo al test alcolemico, con un tasso di 1.4 e positivo all'assunzione di sostanze stupefacenti, tra cui cannabis e cocaina (non è stato possibile accertare se l’uso delle sostanze stupefacenti fosse avvenuto la sera stessa o nei giorni precedenti). 

Dalle indagini svolte sembrerebbe inoltre che, al momento dell’investimento, Genovese stesse utilizzando il cellulare. 

Gli avvocati del Genovese avevano formulato richiesta di patteggiamento di 2 anni e 6 mesi di reclusione, richiesta tuttavia rifiutata dalla Procura. 

Il giovane ragazzo in aula aveva dichiarato: "Sono partito con il semaforo verde e non ho visto le due ragazze attraversare. Ma non volevo uccidere nessuno né volevo scappare. La mia vita è distrutta".

(Fonte LaRepubblica) 

L’omicidio stradale è stato introdotto con la Legge n. 41/2016, con il fine di inasprire il trattamento sanzionatorio nei confronti di coloro che, violando le norme del codice della strada, provocano per colpa la morte altrui, soprattutto quando si guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti. 

In particolare, l’art. 589-bis del codice penale prevede una pena da 8 a 12 anni di reclusione per chi causa un omicidio stradale quando si trova in stato di grave ebbrezza (più di 1,5 g di alcol per litro di sangue) o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. 

La stessa pena si applica anche a chi ha un tasso alcolemico compreso tra 0,8 g/L e 1,5 g/L, se il conducente è un neo-patentato o se esercita professionalmente l’attività di trasporto di persone o di cose su mezzi pesanti. La pena è da 5 a 10 anni di reclusione se il tasso alcolico del guidatore è compreso tra 0,8 g/L e 1,5 g/L e l’omicidio è causato da condotte pericolose (eccesso di velocità, guida contromano, passaggio col rosso agli incroci, inversione di marcia su intersezioni, curve e dossi, e alcuni tipi di sorpasso). 

La pena è inoltre aumenta se muore più di una persona, fino a un massimo di 18 anni di reclusione ed è diminuita della metà quando l'omicidio stradale, anche se causato da condotte imprudenti, non è conseguenza solo dell’azione del colpevole. 

Alla condanna (o al patteggiamento) per i reati di omicidio stradale consegue la revoca della patente di guida e, nel caso di ipotesi più gravi di omicidio stradale, l'interessato non può conseguire una nuova patente di guida prima che siano decorsi 15 anni dalla revoca In alcuni casi il termine è elevato a 20 anni, in altri è portato a 30 anni (nel caso in cui il conducente si sia dato alla fuga o non abbia ottemperato agli obblighi di assistenza previsti). 

In caso di omicidio stradale è sempre previsto l'arresto facoltativo del conducente anche quando questi si sia fermato e abbia prestato soccorso, mentre in presenza di determinate aggravanti è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.

Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.